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23/09/2017
 

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A Wimbledon ottavi di finale maschili con tanti temi
Il match più atteso è quello tra Federer e Dimitrov (10/07/2017)
E’ tutto pronto per il ‘Super Monday’ a Wimbledon, una delle giornate sicuramente più attese dagli appassionati per la ricchezza del programma (si disputano gli ottavi di finale sia del tabellone maschile che di quello femminile). Quando sta per cominciare la seconda settimana nel torneo maschile delle prime 16 teste di serie ne mancano all’appello cinque: in ordine di seeding Stan Wawrinka (numero 5), Kei Nishikori (9), 
Jo-Wilfried Tsonga (12), Lucas Pouille (14) e Gael Monfils (15). 
Da notare, poi, come per la prima volta nell'era Open ci siano ben sette ultra trentenni tra i sedici protagonisti degli ottavi maschili.
Di seguito una breve analisi delle otto sfide chiamate a scegliere i protagonisti dei quarti maschili.

(1) Andy Murray (GBR) c. Benoît Paire (FRA) 
Per la sua prima volta negli ottavi a ‘The Championships’ (a livello Slam gli era già riuscito a Flushing Meadows nel 2015) il 28enne di Avignone incrocia niente meno che il numero 1 del mondo e campione in carica (già vincitore di questo torneo nel 2013, 77 anni dopo il mitico Fred Perry). Lo scozzese si è aggiudicato l’unico precedente, disputato nel ‘1000’ di Montecarlo lo scorso anno, quando Murray la spuntò per 26 75 75. Anche se non al meglio per via di un’anca dolorante, difficile credere che davanti al suo pubblico Andy possa incappare in un clamoroso scivolone, anche perché c’è un trono da difendere dagli assalti di pretendenti agguerriti.

Kevin Anderson (RSA) c. (24) Sam Querrey (USA) 
E’ approdato per la terza volta agli ottavi il 31enne di Johannesburg, ripetendo quanto ottenuto nel 2014 e 2015. Anderson sta sfruttando al meglio l’arma del servizio, con 77 ace messi a segno fin qui in tre incontri (al secondo turno ha sbarrato la strada all’azzurro Seppi), tuttavia il 29enne di San Francisco ha tutta l’intenzione di ripetere i quarti della passata edizione, suo miglior risultato in assoluto in un Major. I due si sono affrontati già tredici volte (una sola sull’erba, al Queen’s 2009, con affermazione di Querrey) e l’americano ha vinto in otto occasioni.

(4) Rafael Nadal (ESP) c. (16) Gilles Muller (LUX) 
A 34 anni compiuti il mancino lussemburghese si è regalato per la prima volta la seconda settimana sui verdi prati di Church Road, dove ora trova il lanciatissimo spagnolo, che dopo lo storico decimo trionfo al Roland Garros giunge all’appuntamento sulla scorta di dieci vittorie di fila, con 28 set consecutivi conquistati a livello Slam. Rafa, dopo aver ritrovato gli ottavi dopo tre anni, tenta dunque lunedì di fare ritorno nei quarti da dove manca dal 2011, anno della sua ultima finale qui, persa contro Novak Djokovic. I precedenti vedono il maiorchino in vantaggio per 5 a 1, con unica affermazione di Muller proprio sull’erba londinese nel 2005 su un Nadal 19enne (poi si prese la rivincita nell’edizione 2011): basterà per sovvertire il pronostico?

(18) Roberto Bautista Agut (ESP) c. (7) Marin Cilic (CRO)
Il 29enne di Castellon de la Plana, eliminando al terzo turno un top ten come Kei Nishikori, ha eguagliato il suo miglior risultato nel Tempio (ottenuto due anni fa), confermandosi una volta di più giocatore moderno e in grado di esprimersi al meglio su ogni superficie (non a caso, ha raggiunto gli ottavi anche in tutti gli altri Slam). Proprio in Australia lo scorso anno, nei sedicesimi, Bautista Agut ha sconfitto in tre set Cilic, in precedenza vittorioso due volte sullo spagnolo, in altrettante finali sul duro a Mosca (2014 e 2015). Il coach del croato, Jonas Bjorkman, ha centrato proprio a Wimbledon una semifinale - nel 2006 – e può dunque dare preziosi consigli al suo allievo, recente finalista al Queen’s (arrivato a un punto dal trofeo contro Feliciano Lopez) e intenzionato al poker di presenze consecutive nei quarti, per poi alimentare nuove ambizioni. 

(6) Milos Raonic (CAN) c. (10) A. Zverev (GER) 
Si sono affrontati una sola volta, nei quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia a Roma, e l’ha spuntata il 20enne tedesco poi capace di arrivare fino in fondo al Foro Italico, da trionfatore. Per Sascha è il primo ottavo di finale a livello Slam e trovarsi di fronte il finalista della passata edizione (primo canadese della storia a giungere all’ultimo atto di un Major) è davvero un bell’esame di maturità per il leader della Next Gen. E lo stesso, a parti invertite, può valere per le ambizioni di Raonic a tentare di ripetersi (ovviamente Fab Four permettendo).

No. 13 Grigor Dimitrov (BUL) c. (2) Roger Federer (SUI)
Già subito dopo il sorteggio era stato indicato come uno degli ottavi di finale più gustosi, tra il fuoriclasse tornato a vincere uno Slam (il 18esimo) ad oltre 35 anni e quello che tanti fin da ragazzo avevano indicato il ‘nuovo Federer’. Ma i cinque precedenti sono tutti a favore di ‘King Roger, l’ultimo in ordine di tempo agli Australian Open 2016, per cui Dimitrov dovrà sfoderare una prestazione super e tirare fuori qualcosa dal cilindro se vorrà sfatare il tabù. Anche se la voglia di entrare nella storia alzando per l’ottava volta quel prestigioso trofeo rappresenta una motivazione extra per il campione di Basilea, che non a caso ha rinunciato a tutta la stagione sul rosso per farsi trovare pronto a questo appuntamento.


Roger Federer


No. 8 Dominic Thiem (AUT) c. (11) Tomas Berdych (CZE)
L’austriaco è uno dei talenti emergenti del circuito e la prima volta negli ottavi a Church Road conferma i suoi progressi di tennista completo, però pare azzardato indicarlo come favorito in questo caso visto che il ceco a Wimbledon ha raggiunto la finale nel 2010 e solo dodici mesi fa è stato semifinalista (cedendo a Murray), oltre ad altri due quarti di finale in carriera. E Berdych si è aggiudicato pure l’unico precedente tra i due, negli ottavi degli US Open di tre anni fa.

Adrian Mannarino (FRA) c. (2) Novak Djokovic (SRB) 
Si sono incrociati una sola volta, curiosamente proprio sui prati londinesi dodici mesi fa, al secondo turno, e Nole s’impose in tre set. Il serbo ha conquistato il titolo di ‘The Championships’ nel 2015, 2014 e nel 2011, e sin qui non ha perso un set, mostrando progressi incoraggianti in termini di livello di gioco e fiducia. Anche se il mancino francese, recente finalista a Maiorca, sull’erba sa esprimersi bene (alla seconda settimana londinese era arrivato anche nel 2013, suo miglior piazzamento in un Major), difficile pensare che il serbo incappi in un altro scivolone dopo quello dello scorso anno per mano di Sam Querrey.
Dal sito www.federtennis.it
 
 
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