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21/11/2017
 

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Cronaca
A Manerbio bene Sonego, male Donati
Il torinese sale in main draw dalle qualificazioni, l'alessandrino si ferma subito in tabellone contro Diez (22/08/2017)
Cresce il numero di tennisti italiani presenti nel tabellone principale del Challenger di Manerbio (43.000€, terra battuta). Tre azzurri hanno superato infatti il turno di qualificazione: Gianluca Mager, numero 324 del ranking mondiale, ha fatto suo in rimonta (57 62 64) il derby tricolore con Gianluca Di Nicola (n. 697 Atp), Lorenzo Sonego (nella foto), n. 446 Atp, ha sconfitto per 64 62 l'austriaco Lenny Hampel (n.371 Atp), mentre Federico Gaio (n. 309 del ranking) ha regolato con un doppio 64 lo spagnolo David Vega Hernandez (n. 587 Atp).

Esordio amaro invece per i primi tre italiani impegnati in match del tabellone principale. il mestrino Matteo Viola (n. 283 Atp) è stato sconfitto per 63 64 dal francese Mathias Bourgue (n. 151 Atp), sesta testa di serie, che l'anno scorso aveva costretto Andy Murray al quinto set al Roland Garros, il lombardo Andrea Arnaboldi (n. 232 Atp) ha trovato disco rosso davanti al serbo Danilo Petrovic (n. 286 Atp), impostosi 64 63, mentre Matteo Donati (n. 361 Atp) ha ceduto con il punteggio di 63 46 61 al canadese Steven Diez (n. 313 Atp).


Lorenzo Sonego (foto Christian Minozzi)


IL MOTORINO CANADESE FA INCEPPARE DONATI - Con due gambe instancabili, Steven Diez ha costretto Matteo Donati ad andare fuori giri. Si può riassumere così il match clou di giornata, un lunedì agrodolce per l'Italia: super nelle qualificazioni, negativa nel main draw. Poteva salvare il bilancio Donati, che peraltro dodici mesi fa aveva raggiunto una bella semifinale, persa al fotofinish contro Leonardo Mayer. Pur giocando discretamente, l'alessandrino si è arreso al canadese di Spagna. Già, perché Diez rappresenta il paese della Foglia d'Acero ma è spagnolo a tutti gli effetti: è nato a Toronto da genitori spagnoli, poi all'età di 6 anni è tornato in Europa, dove risiede e si allena ancora oggi. Qualche anno fa, tuttavia, Tennis Canada lo ha contattato per giocare in Coppa Davis e lui ha accettato. “Da allora, tuttavia, sono cambiate tante cose" – racconta – "in Canada sono cresciuti tanti ottimi giocatori e non sono più stato convocato, ma nel tennis non si sa mai. Io spero di tornare a giocare in Davis".
Nel frattempo ha dato un dispiacere al pubblico di Manerbio con una prestazione notevole. Un break a testa ha sancito i primi due set, mentre nel terzo si è deciso tutto sul 2-0, quando Donati ha avuto quattro palle break per rimettere in piedi la partita. Nel momento del bisogno, Diez ha mostrato una condizione atletica impressionante, rimandando di tutto e di più, e spingendo Donati alla rassegnazione agonistica. “I primi due set sono stati un po' strani" – dice il canadese – "lui ha iniziato meglio, ma io ho trovato il break e ho portato a casa il primo set. Nel secondo è successo il contrario: giocavo meglio io, ma lui ha giocato un bel game ed è scappato via. Nel terzo ho vinto quel game di 10 minuti e da lì in poi è stato tutto più facile. Quando il punteggio è a tuo favore, hai il vento in poppa”. D'altra parte, nei tornei Challenger è così: estremo equilibrio, tante partite impronosticabili. “Ci equivaliamo tutti, pochi punti fanno la differenza. Magari una settimana vinci e quella dopo perdi facilmente, con lo stesso giocatore".
Dal sito www.federtennis.it

 
 
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