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13/12/2017
 

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Cronaca
E' Chung il primo Next Gen nelle Atp Finals
In finale battuto in rimonta Rublev (12/11/2017)
C’è la firma di Hyeon Chung in calce all’edizione inaugurale delle Next Gen ATP Finals, torneo riservato ai migliori otto tennisti under 21 andato in scena alla Fiera di Milano (montepremi di 1.275.000 milioni di dollari). Nell’atto conclusivo del torneo il sud coreano, numero 54 Atp e sesta testa di serie, ha superato in quattro set il russo Andrey Rublev, numero 37 del ranking mondiale e primo favorito del seeding: 3-4(5) 4-3(2) 4-2 4-2 il punteggio, in poco meno di due ore di partita, in favore del 21enne di Suwon, che ha completato dunque il suo percorso netto visto che dopo aver dettato legge nel Gruppo A chiudendo a punteggio pieno aveva poi sconfitto in semifinale, venerdì sera, in cinque set l’altro russo Daniil Medvedev, numero 65 del ranking mondiale e settima testa di serie. Così Chung, tanto timido fuori dal campo quanto lucido e determinato dentro il rettangolo di gioco, alla prima finale nel circuito maggiore, ha subito fatto centro, con una vittoria che gli consentirà di rimanere negli annali, oltre a dare probabilmente il la a una carriera importante. Un tennista coreano torna a griffare un torneo Atp 14 anni dopo l’affermazione di Lee Hyung-taik a Sydney.
A Rublev, alla seconda finale in carriera dopo quella di Umago dello scorso luglio (dove poi ha vinto il suo primo titolo Atp), resta il rimpianto di un match dominato per un set e mezzo e poi sfuggitogli di mano. 

RUBLEV SI ILLUDE, ‘SOLDATINO’ CHUNG LO RIPORTA ALLA REALTA’ - Nel terzo confronto diretto fra i due (i due precedenti sempre in questa stagione hanno visto prevalere l’asiatico: in estate sul cemento di Winston-Salem per 57 61 61 e proprio alle Next Gen Atp Finals, mercoledì nel round robin, con un netto 40 41 43) è stato il russo a procurarsi le prime palle break, portandosi 0-40 nel quarto game, però Chung ancora una volta ha saputo affrontare al meglio la situazione delicata agguantando il 2-2. E sul 3-2 Rublev il sud coreano ha annullato anche una palla set facendo suo il ‘killer point’ che lo ha portato al tie-break. Grande equilibrio anche nel “gioco decisivo”, dove con un paio di accelerazioni devastanti il 21enne di Mosca ha recuperato un leggero ritardo iniziale, poi sul 6 a 5 (errore di Chung col rovescio lungo linea) ha servito una prima potente e precisa al tempo stesso, sulla quale l’avversario non ha potuto rispondere. Un urlo leonino di Andrey ha salutato la conquista della prima frazione. La seconda si è aperta subito con un break di Rublev, propiziato in questo caso da due errori di rovescio del 21enne di Suwon, più falloso del solito, sotto la pressione del rivale. Un vantaggio che l’allievo di Fernando Vicente ha mantenuto (2-0 e 3-1) prima di accusare un passaggio a vuoto proprio quando è andato a servire per il set: due doppi falli e due errori di diritto hanno regalato il contro-break a Chung. Che non si è fatto pregare e nel tie-break ha approfittato di alcuni regali del russo, poco lucido in quel momento, per pareggiare la situazione (7 punti a 2). Sullo slancio il coreano in avvio di terzo ha strappato la battuta a Rublev e ha intascato il set per 4-2. Con il suo “muro di gomma” il tennista asiatico ha preso subito un break di vantaggio anche nella quarta partita, conservandolo con lucidità e padronanza. Sul 3-1, con orgoglio e coraggio, il russo ha annullato due match point (il primo con un gran servizio centrale e il secondo dopo un durissimo scambio sulla diagonale destra) accorciando sul 2-3, però nel game seguente ha dovuto alzare bandiera bianca: il sud coreano, dopo aver sventato con la battuta una pericolosa palla break sul 30-40, ha chiuso i giochi al ‘killer point’ con un diritto incrociato a campo aperto.

“Questo è il tennis. Non sono riuscito a servire bene nel momento decisivo, che poteva valere il secondo set, e poi da lì in avanti Chung ha alzato il suo livello…”, il laconico commento di Rublev, quasi in lacrime dopo il secondo ko in pochi giorni con Chung, nel momento di ricevere il premio per il secondo classificato. Evidentemente dopo la lezione impartita in semifinale al croato Borna Coric, numero 48 del ranking mondiale e quarta testa di serie, il moscovita credeva di poter coronare nel migliore dei modi il suo crescendo in questa competizione, lui che non aveva fatto mistero di non apprezzare le nuove regole che l’hanno caratterizzata. 
Dal sito www.federtennis.it


Il vincitore al termine (foto Costantini)
 
 
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