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26/09/2018
 

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Lorenzo Sonego è pronto per l'avventura australiana
Il 27 dicembre partirà con il suo coach per la preparazione al suo primo slam di carriera, le qualificazioni degli Australian Open (19/12/2017)
Abbiamo incontrato Lorenzo Sonego ed il suo coach, Gipo Arbino, durante una pausa pranzo nel corso della settimana di preparazione che il torinese sta svolgendo presso il circolo di casa, ovvero il Green Park di Rivoli. Prima l'allenamento, dopo anche, con l'intensità tipica di chi sa che la chance che a gennaio si materializzerà è di quelle da prendere al volo, anche se rappresenta come tutti sperano solo l'inizio di un grande percorso. O meglio una tappa intermedia verso il raggiungimento di traguardi importanti che tutti auspicano il giocatore possa ben presto raggiungere. Non ha fretta Sonego, o almeno vive con grande equilibrio la nuova dimensione nella quale è entrato grazie ad una seconda parte di stagione quasi perfetta, suggellata dalla vittoria Challenger nel 64.000 euro di Ortisei e dalla finale raggiunta la settimana successiva ad Ismaning: "Peccato non averla vinta - sottolinea Lorenzo - perchè ero avanti 4-2 nel set decisivo prima che una chiamata dubbia invertisse il quadro generale del confronto. In ogni caso un periodo perfetto nella mia stagione agonistica, iniziato alcune settimane prima con il successo nel 25.000 $ di Santa Margherita di Pula e proseguito dopo nella stessa località con altre due finali raggiunte". Che voto daresti al tuo 2017?: "Un otto - sorride - perchè la considero molto positiva, anche in quella prima parte senza particolari risultati ma nella quale sentivo di giocare bene ed essere cresciuto. Lo stop per infortunio ha rallentato il processo ma le mie motivazioni non sono mai venute meno". Così come la capacità di profondere impegno sul campo per continuare il percorso di crescita ancora in pieno svolgimento?: "Accanto al mio coach ho svolto un lavoro intenso soprattutto per quanto riguarda la risposta ed il servizio e i risultati sono stati soddisfacenti". Una linea che nel tennis moderno è ormai diventato essenziale seguire: "Due colpi basilari - annuisce coach Gipo Arbino - che possono fare la differenza. Nella risposta Lorenzo ha ottenuto progressi veramente significativi andando anche al di là delle attese d'inizio processo. Il servizio ha richiesto diversi aggiustamenti per arrivare alla realtà attuale di un colpo sicuro, potente ed efficace. Questo sia per quanto concerne la prima di servizio che la seconda, arma con la quale Lorenzo ha aumentato velocità e variazioni di angoli. Ora è un colpo difficile da attaccare".
Il 2018 è già iniziato per il 22enne torinese, che il 27 dicembre prossimo partirà alla volta dell'Australia per disputare, dal giorno 1 o 2 un Challenger da 75.000 $ sul veloce outdoor di preparazione alle qualificazioni degli Australian Open: "Abbiamo ritenuto fondamentale andare prima in terra australiana - prosegue il giocatore - per acclimatarci e giocare in condizioni ambientali simili a quelle che troveremo agli Australian Open. Una "prima" nella quale cercherò di fare esperienza e capire cosa voglia dire giocare nel circuito maggiore. Sono emozionato ma non impaurito". Quale obiettivo ti poni?: "Quello che ho sempre detto, ovvero continuare a migliorare. I risultati e la classifica arriveranno di conseguenza. Il sogno 2018 è quello di poter giocare anche nelle qualificazioni degli altri tornei Slam ed entrare almeno in un tabellone principale". E' cambiata la considerazione dell'ambiente nei tuoi confronti in ragione del salto di qualità operato?: "Se due-tre anni fa potevano definirmi una sorpresa, ora non lo sono più. Essere riuscito a mettere in campo delle belle prestazioni anche a livello Challenger è fonte di gratificazione e naturale considerazione da parte di chi ti ruota intorno, avversari compresi. L'importante è rimanere con i piedi per terra e lavorare, azione che ho intensificato molto in stagione".
Quali il momento più bello e quello più brutto?: "Il successo contro il top 100 Gombos a Ortisei e la sconfitta contro il novarese Fonio in uno degli ultimi Challenger di stagione. Nella seconda circostanza mi sono fatto sorprendere dalla sua giornata perfetta ma non deve succedere. Mi ha lasciato poi un gran ricordo anche la partita giocata a Roma, torneo che amo tantissimo, contro l'ex top ten Nicolas Almagro, dove conducevo 6-5 e servizio prima di cedere"."Se avesse avuto il servizio attuale - sottolinea il coach Arbino - non l'avrebbe perso quel match". Impegno sempre più costante nel professionismo, dunque per Lorenzo Sonego. Rimane lo spazio per divertirsi?: "Non tantissimo ma quando riesco faccio quello che fanno tutti i ragazzi della mia età. Amo stare con gli amici, un gruppo di tennisti e fans che mi segue con passione ed al quale sono molto legato".
Un 2018, quello del torinese, tutto da seguire.
Roberto Bertellino


Lorenzo Sonego in allungo
 
 
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