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28/05/2018
 

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La grandezza di Federer, nei numeri e nelle emozioni
E' ancora lui, per la sesta volta in carriera, il Re di Melbourne (30/01/2018)
La grandezza dell’uomo, ancora prima che dell’atleta, la si legge chiaramente nei dopo gara. Anche a Melbourne 2018, dove difendeva il titolo conquistato nel 2017, Roger Federer ha mostrato tutte le sue emozioni, al pubblico planetario e quello presente nell’Arena, con la purezza di uno che vince per la prima volta un grande titolo. Sta proprio in questo parte della sua unicità, che l’ha condotto ad essere l’immortale del tennis e dello sport, forse superato nella graduatoria delle leggende dal solo Cassius Clay. Per il Re della racchetta è arrivato lo Slam numero 20 di carriera, il sesto negli Australian Open, al termine della 30esima finale Slam di un cammino che definire prodigioso è poco. In una Rod Laver ASrena festante e vociante Federer ha ricevuto il trofeo da Ashley Cooper e si è lasciato andare ai commenti, definiti da lui stesso e poco dopo un po’ troppo lunghi: “Sono felicissimo perché quando ti esibisci di sera hai tanto tempo per pensare nell’attesa di scendere sul terreno di gioco. Rivolgo a tutti voi un grande grazie, perché mi date la spinta per andarmi ad allenare e mi rendete nervoso in campo. E’ stato un percorso molto lungo, scattato a Perth lo scorso anno e che mi ha regalato un 2017 indimenticabile: l’Australia è un Paese meraviglioso che fa tutto con tanto amore e lo si vede”. Un pensiero anche allo sconfitto in finale, Marin Cilic: “Continua così e vedrai che ti toglierai tante soddisfazioni”.
Finale combattuta quella che ha regalato il trionfo allo svizzero, e dopo una partenza che sembrava volergli offrire una sorta di passerella senza sorprese. Primo set infatti vinto 6-2 in 33 minuti. Nel secondo Marin Cilic, alla terza finale Slam di carriera (la seconda l’aveva giocata e persa contro lo stesso Federer a Wimbledon 2017), ha alzato il rendimento al servizio, ridotto gli errori gratuiti, e si è imposto al tie-break grazie ad un rischio preso con la giusta tempistica e concretizzato in punto sulla linea di diritto. La chiusura, poco dopo, con uno smash a segno. Tutto da rifare per il campione dei campioni, ma nessun affanno. Nel terzo set, infatti, Roger è risalito in cattedra e con un break al sesto gioco (4-2) cui ha fatto seguito il 5-2. Il sigillo alla frazione è arrivato con il gioco numero 9 e il 19° ace dell’incontro: 6-3 e nuove speranze di volare in fretta verso l’ennesimo titolo. Ed invece il servizio di Federer si inceppava sul più bello, quando avanti di un break (3-2) era Cilic a risalire la china e rimettere tutto in discussione. Dal 3-3 e pur cancellando qualche palla break il croato si è portato sul 5-3 dando l’impressione di essere più fresco fisicamente. Due set pari e spazio all’ultimo capitolo. Paura in apertura per Federer, costretto ad annullare due palle break e caricarsi come nelle grandi occasioni. Il break è arrivato, e in suo favore, nel gioco numero 2. Poi 3-0 Federer, 3-1, 4-1 e nuovo break per salire 5-1 e vedere l’ennesimo sogno ad un passo dalla realizzazione. Di lì a poco l’apoteosi, le braccia al cielo, il sesto titolo agli Australian Open come Djokovic ed Emerson. All’ottimo Cilic non sono rimaste che parole di riconoscimento della forza del rivale: “Mi congratulo con Roger e con il suo team. Insieme stanno svolgendo un lavoro eccezionale. E’ stato un viaggio stupendo quello di queste due settimane a Melbourne. Ho avuto una chance all’inizio del quinto set ma Federer ha giocato alla grande. Con la mia squadra abbiamo iniziato una bella stagione e spero un giorno di riuscire ad alzare questo trofeo. Confido di togliermi tante soddisfazioni in questo 2018”. Intanto Federer è sempre più vicino a Nadal nella classifica Atp. E’ a soli 155 punti dal maiorchino e vede nuovamente la prima piazza mondiale, frutto del suo 96° titolo di carriera.  
Roberto Bertellino


Roger Federer, inarrivabile
 
 
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